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  Arrendersi? Macché. Un mese fa l’Associazione difesa consumatori sportivi, l’Adcs, aveva ottenuto dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive una promessa importante. Storica, per le curve d’Italia. Sarebbe stata rivista la normativa su striscioni e tamburi, attualmente ospiti indesiderati delle questure. Avete visto o letto nulla? No. Nessuna circolare, nessuna comunicazione, nulla di nulla. Mercoledì, l’Adcs ha preso carta e penna e ha scritto direttamente a Maroni. Al Ministro dell’Interno. Spiega in una nota l’associazione: «A seguito di una specifica richiesta avanzata dalla Adcs il dott. Ieva, presidente dell’Osservatorio, e il suo vice dott. Massucci si sono dimostrati disponibili a ridiscutere la circolare che attualmente vieta ai tifosi l’introduzione di striscioni e tamburi all’interno degli stadi ». Una promessa, appunto. Prosegue l’associazione: «La presidente Antonella Bellucci ha inoltrato il 25 novembre formale richiesta al ministro Maroni e all’Osservatorio, affinché gli intenti di dialogo e confronto tra le parti si traducano in una circolare attuativa che recepisca le modifiche sopra indicate, in considerazione anche del responsabile comportamento tenuto dalle tifoserie giunte a Roma il 14 novembre, in occasione della marcia di protesta nei confronti della tessera del tifoso». L’associazione attende adesso una risposta. Che sia positiva, però, è tutto da vedere. Maroni non si è mai rivelato un fine diplomatico con il mondo ultras. O con i suoi rappresentanti, come può essere nel caso della Adcs. Servirebbe un intervento politico. Ultimanente, attorno all’Adcs si sta condensando una schiera bipartisan di parlamentari favorevoli a ridiscutere il rapporto con le curve. Uno dei più attivi è il deputato del Pdl, Paola Frassinetti. È la prima firmataria, assieme al collega Claudio Barbaro, di una proposta di riforma alla legge Amato. L’obiettivo? Eliminare il principio per cui un daspato o un diffidato non possono più avere, vita natural durante, biglietti o tessere del tifoso

La Frassinetti ricorda che proprio quella legge, varata in fretta e furia nel 2007 dopo l’omicidio Raciti, destò serie preoccupazioni in seno alla Camera: «Nel decreto Amato originariamente era presente una disposizione, a mio parere assurda, che prevedeva l’arresto da tre mesi a un anno anche per chi "effettuava manifestazioni esteriori verbali" in curva». O meglio, queste sarebbero state punibili se relative «ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi si fossero condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive». In sostanza, se avessi gridato ad esempio "Lazio merda" all’interno di un gruppo dove fosse stato presente un diffidato o un daspato, sarei stato punito. Spiega il deputato: «Almeno in quella occasione è prevalso il buon senso e quella disposizione così iniqua fu eliminata, anche per merito di un emendamento da me presentato durante l’esame alla Camera». La colpa, secondo la Frassinetti, «è della legislazione emergenziale »: «All’epoca volevo eliminare pure il divieto di esporre striscioni e "fare coreografia" ma purtroppo prevalse la linea di divieto assoluto. Con l’esperienza di questi due anni abbiamo potuto verificare che questo non ha certo contribuito ad eliminare la violenza. Anzi, ha reso gli stadi più desolanti e grigi, allontanando ancora di più i tifosi e recando un danno al calcio. E a chi lo ama».

 

per saperne di più : http://www.adcsport.it/

 



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