storia

 

Questo sito vuole ringraziare Silvano (Leggenda) per aver raccontato e fatto rivivere  con una emozione unica tutta...

...la nostra storia

Provare a raccontare la storia del movimento ultras santegidiese e' un po' difficile, visto che tolte quelle poche decine di ultras veri i restanti abitanti piu' o meno possono far parte dello stesso movimento, ma ci proviamo.

Tutto nasce negli anni '30 quando gia' a quei tempi le cronache dei quotidiani, o meglio i giornalini locali, parlavano gia'  di scontri con gli altri paesi vicini; Nereto su tutti.

S.Egidio non ha avuto da madre natura la fortuna di avere il mare, fiumi, laghi, o essere un punto strategico per la vallata ove si potesse con il turismo far fronte alle necessita' materiali, quindi una piccola comunità stretta, aroccata a difesa di quel poco che aveva e la squadra di calcio nè era il fiore all'occhiello.

Bello e all'apparenza in contraddizione, lo slogan usato in trasferta per tanti anni era "NOI SIAMO VENUTI E VOI NON CI VENITE"il quale era un modo non casuale di tenere lontano dal nostro paese persone estranee alla sua storia,non era essere chiusi o aver paura, ma timore di non essere capiti, di perdere quel poco o tanto che ci si era guadagnato solo con la propria forza.

Tifosi in fermento nella tribuna del vecchio comunale negli anni '60

La nostra storia potrebbe cominciare con la battaglia dei primi anni '50 prima durante e dopo la partita contro Città Sant Angelo o anni dopo con il Nereto diventato bersaglio di sfottò e non solo (vedi il muro fatto crollare nel '71), ma tutto secondo me comincia nel lontano '68 durante il torneo estivo di S. Omero allora molto famoso la squadra  della santegidiese non i tifosi scatenò una rissa gigantesca, la Lega Calcio fu inflessibile: RADIAZIONE. La fortuna ci venne incontro perchè in quello stesso anno furono vinti gli europei di calcio organizzati in Italia e l'allora Presidente della Repubblica Saragat fece una amnistia dei reati meno gravi, la Sant ripartì dalla terza categoria e dopo una lunga cavalcata a ritmo di promozione ogni anno arrivò la serie D, fu quello il momento in cui gli ultràs nascono prima come trentenni ormai nonni che ricordano i bei tempi di un tifo allegro, spontaneo folle se vogliamo vale la pena ricordare l' ultràs per antonomasia Gigi Zippi detto ZPITT per il suo fisico non grande ma dotato di coraggio leonino eche durante una partita fece da solo invasione di campo per alcun errori arbitrali tanto che il Messaggero uscìcon questo titolo " Commandos giallo-rosso assalta l'arbitro ", altre persone cominciarono non tanto a fare lo stesso ( anche se il tifo era unico ) ma a difendere quella cittadella, quel mondo da tutti, e qui si innesta il ricordo di uno degli autori di questa storia; durante un torneo di tennis a Martinsicuro un signore ricordò che il suo esordio calcistico avvenne proprio nel nostro paese, in una delle giornate più tremende con risse tra tifosi, giocatori e macchina dell' arbitro bruciata, questo signore allora diciassettenne pensò impaurito di andare verso un gruppo di bambini e quasi nascondersi ma questi invece lo presero a sassate tra cui vi era chi vi scrive, non era certo e non lo è un modo da OXFORD ma era l'aiuto ad una mentalità forse sbagliata ma piena di amore verso qualcosa, la nostra mente cavalca onde a volte troppo grande da domare e capire.... eravamo così e non ci importava essere capiti.

 

Il movimento ultràs che tutto travolge come un fiume i piena fece anche grandi proseliti, ed alcuni ragazzi politicamente schierati fecero i primi striscioni come PANTHERS  e soprattutto FALANGE D' ASSALTO in onore dei combattenti libanesi difatti vi era il cedro come simbolo di lotta, poi apparve il megastriscione uno dei primi quasi trent'anni fa di oltre 18 metri: il mitico " COMMANDOS TIGRE GIALLO-ROSSO " portato in ogni dove scontrandoci anche con l'allora allenatore Florinbi che per motivi scaramantici non lo voleva. Ovviamente vincemmo noi ed esordì a Pratola Peligna 1 a 0 per noi e difeso da alcuni folli del luogo che volevano togliercelo.

Comincio' la vita bella e dura degli ultras santegidiesi, anni passati non in stadi comodi e protetti dalle forze dell'ordine ma in campi di terra battuta, una rete metallica e qualche gradino da condividere con le persone del luogo e ovviamente litigi e risse erano continue.

Alcuni ultras ne primi anni '70 del gruppo "Falange D'assalto"

Le storie possono e dovrebbero essere piu' lunghe, i ricordi sono tanti, legati a trasferte dure sotto tutti i punti di vista come quella di Chieti Scalo ove un risultato positivo avrebbe significato la risalita in serie D. Fu una vera guerriglia in quanto attesi dai tifosi chietini, la paura per noi non era che una parola del vocabolario e nonostante qualche fermato e minaccie varie al fischio finale accendemmo l'ennesimo fumogeno e intonando i nostri canti  di guerra ricominciarono gli scontri. Forse da lì inizio'  il rispetto per gli ultras santegidiesi diciamo  perche non vi erano solo momenti di rissa ma anche di grande rispetto per il nostro cantare sempre e comunque, inventare slogan e canzoni, un modo di stare sugli spalti e di ssre protetti dai piu' grandi fisicamente davanti e ai lati da persone agili come pantere. Mai siamo stati presi da soli, avanzavamo come le legioni romane di cui ci riteniamo figli spirituali.

Ad un certo punto come tutte le cose anche il nostro gruppo per un attimo si sfaldo' ; la vita, piu' dura di qualsiasi ultras ,ci affrontava ogni ogni giorno, il mondo cambiava e con esso le nostre vite. Cominciava la battaglia quotidiana del vivere e come una legge non scritta anche la squadra rischio' di scomparire.

ringrazieremo sempre il Presidente Vito Nardinocchi, che facendo spese più grandi di sè stesso, senza aiuto alcuno salvò la Sant dallo scomparire dal calcio e dopo uno spareggio per imanere in Promozione, ritornammo a guerdarci negli occhi tifoseria e squadra, avevamo bisogno uno dell'altro.

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Il "Commandos Tigre" e la "Falange D'assalto" nella stagione 1973/1974 in trasferta a Forlì

Arriviamo agli anni bellissimi di metà Ottanta, tante persone sarebbero da ricordare, personaggi che avrebbero fatto la fortuna di commedie goldoniane, nel glorioso "Comunale" della nostra città dove molti di noi hanno vissuto i momenti più belli, quelle mura vecchie di sangue e sudore dove tanti sogni nascevano e morivano al novantesimo, quelle squadre che hanno visto serie A o B, che tremavano a giocare nel nostro bunker.

Si vince o si muore era un modo estremo di vivere il tutto, certo alla Lega questo modo di fare, si badi non solo violento ma di folle attccamento ai colori non andava giù, e già nel lontano '74 con il Sassuolo si fece di tutto per far finire un sogno, ma figli autentici di questa Regione bellissima e tragica, non ci arrendemmo, giocammo in trasferta  le partite casalinghe subendo torti e ingiustizie, retrocedemmo di categoria ma non in dignita'.

 

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Tifosi nel vecchio Stadio Comunale in occasione della partita Santegidiese-Martina 1979/1980
 

Si torno' come prima e piu' di prima a lottare e combattere diventando, in rapporto alla popolazione una delle migliori tifoserie organizzate dell'abruzzo e non solo. Avevamo striscioni enormi, su tutti "IMPETUOSI COME LA TEMPESTA IRREMOVIBILI COME LA MONTAGNA ARDENTI COME IL FUOCO" e "INCUBO GIALLOROSSO" ed inotre "viking" "wild kaos" "hooligans" e sciarpe, magliette etc.etc. cose grandi tifoserie forse non avevano, cio' ci fa capire quanto scritto in precedenza, combattenti di un ideale sportivo ma pieni di motivazioni spirituali

 

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Campionato 1987/1988

Purtroppo anche nel nostro mondo inizio' a girare la morte bianca, tanti ragazzi vennero presi da questa vigliacca dama. Cercammo di aiutare quei nostri amici, tanti ce la fecero, altri veglieranno per sempre le nostre bandiere dell'Onore e dell'Amore per la Sant.

L'apoteosi fu raggiunta il 1° maggio 1988, quando al vecchio comunale, all'ultima giornata di campionato, arriva la capolista Raiano con un punto di vantaggio sulla Sant.Ad attendere i 200 tifosi raianesi c'erano 3.200 tifosi pronti a morire purchè la Sant vincesse per tornare in serie D. Già all'andata ci furono scontri tra le due tifoserie, con arresti e feriti (carabinieri), quindi il clima fu subito rovente.

La fortuna volle che la Sant vinse per 2-0 con reti di DiGiuseppe e Reginelli, così i tifosi raianesi tornarono a casa solo con qualche contuso, mentre per le vie di Sant'egidio fu festa grande.

Dopo qualche giorno da quella partita fu riportato su un quotidiano locale il seguente articolo rilasciato dai tifosi raianesi: SPERAVAMO CHE LA NOSTRA SQUADRA PERDESSE PER TORNARE VIVI A CASA.

Scatto fotografico all'interno di un bus in viaggio nella trasferta Raiano - SANT 1987/1988

L'anno seguente la tifoseria si fece rispettare , specialmente in casa, dove ci furono scontri con Penne, Castel di Sangro,  e con quasi tutte le compagini marchigiane del girone.

Gli anni '90 non comincia nel migliore dei modi. La tisoseria e' costretta  a emigrare per sempre al nuovo stadio comunale e' inizia un certo disagio in quanto a tutti mancava il campo, la curva teatro di mille battaglie .La squadra non disputa un eccellente campionato ma gli stimoli ci sono perche' in quegl'anni arrivano le fallite Teramo , Giulianova e Sambenedettese. Mitica trasferta fu al neutro di Notaresco dove durante la partita con il Teramo al gol del pareggio fu divelta la recinzione con invasione di campo di alcuni tifosi. Maledetto invece fu l'anno '96 quando per parare il culo degli sbirri di Sant'Egidio dai tifosi del Termoli, alcune scaramucce con teramani e giuliesi ci costarono la bellezza di 42 diffidati.

 Trasferta Teramo - SANT 1992/1993 (i gruppi Incubo Giallorosso e Vikings scortati dalla polizia a Teramo)

Da li come potete immaginare la fiamma tifoseria si affievolì, allo stadio erano rimasti in pochi e tutti giovani che senza una guida e con gli sbirri pronti a diffidare chiunque si muovesse mollarono la squadra lasciandola prima in eccellenza e poi fino a toccare il fondo.......in promozione.

Ora la societa' e' composta, da gente di Sant'egidio che pian piano stanno riportanto la Sant in campionati piu' prestigiosi e stiamo riorganizzando la tifoseria cercando di tornare come e piu' di prima.

Gli ULTRA SANT sono presenti con VECCHIA GUARDIA, A.S. SANT ULTRAS, U.S. sez. PAOLANTONIO e VIKINGS

 Nel 2007 gli ULTRA SANT decidono di intitolare il settore ad uno dei più grandi guerrieri santegidiesi. SETTORE F.MIRTI

Nel 2011 dopo varie problematiche che hanno coplito il gruppo, la costola piu giovane degli ultra sant,decide di  identificarsi dietro ad un proprio striscione denominato IRREMOVIBILI (il nome è ripreso dal vecchio striscione del 1986 che per anni si trovava nella vecchia curva).

 

Silvano Baldini

"alias" LEGGENDA

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Gli "Ultra Sant" di metà anni 2000

 



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